L’invaiatura
07.07.19
Il bel tempo ed il caldo in particolare continuano ad essere i protagonisti della stagione. Anche qui in vigna non si parla d’altro: “ce cautu…speramu spiccia ‘mprima, quand’è crai porta 38°C e buscrai 42°C”*(1), come se il problema fosse il caldo e non la mancanza d’acqua. Non si vede una goccia dal mese di aprile!!! Quasi tutti i vigneti, compreso il mio, hanno ricevuto qualche ora d’acqua definita “irrigazione di soccorso”. In realtà noi vecchi impianti riusciremmo a vivere e produrre ugualmente bene, ma si ha il timore che “forti stress idrici” possano influenzare alcuni processi, in particolare quelli legati all’accumulo dei composti che determinano l’aroma e il colore. Queste ovviamente non sono parole mie, le ho ascoltate da una noiosissima discussione tra Gianni, Cataldo e Carmine, quando stavano decidendo se irrigare o meno.
Ieri mattina c’è stata una nebbia molto fitta, le “fimmene” arrivate come al solito prima dell’alba, hanno dovuto indossare indumenti impermeabili per non bagnarsi. Le nebbie, che in questo periodo persistono per diverse ore, possono essere considerate delle precipitazioni (occulte) e come tali, se ripetute, possono favorire grazie all’umidità elevata, l’insorgenza di malattie fungine. Per fortuna intorno alle 09.00 “sa ‘ntisata na belddhra tramontanella”*(2) che ha asciugato foglie e grappoli. Da noi si dice che “la tramuntana ete comu ‘na signorina…se ‘ntisa tardi e se curca ‘nprima”*(3)
