Il pianto

“Mi sarei comunque svegliato, ma i rumori della frenetica attività in vigna mi hanno ricordato che è proprio giunto il tempo. Da pochi giorni ho cominciato a riattivare i processi di reidratazione dei tessuti e, a breve, tutte le mie funzioni fisiologiche saranno al massimo della loro attività. Insomma, eccomi pronto per vivere un’altra emozionante campagna vitivinicola.

Dicono che in questo periodo piango, anche se non amo molto questo termine. È vero che riattivando la circolazione all’interno dei vasi alcune gocce di liquido fuoriescono dai tagli della potatura invernale. Ed è anche vero che a volte questo fenomeno è particolarmente evidente ma rappresenta un momento allegro, tra i più belli dell’anno. Sono vivo, pronto per iniziare una nuova stagione, offrire il mio contributo alla cantina e, perché no, alla viticoltura salentina. Quindi, se proprio dobbiamo definire questa fase con il temine “pianto” sia comunque chiaro che rappresenta un momento di grande gioia e felicità.*(1)


Tra qualche giorno le gemme presenti sul mio legno si rigonfieranno e tra circa venti-venticinque giorni sarò in grado di dare corso al germogliamento. Da quel momento in poi saranno in tanti a prendersi cura di me, iniziando da Gianni e Cataldo che molto presto si incontreranno fra i filari di questo vigneto. Sono anni ormai che assisto a questo loro rituale, quasi scaramantico. Passeggiano, osservano, si scambiano qualche sguardo.

A proposito, sono ancor un po’ intorpidito e ho dimenticato di presentarmi: io sono un ceppo di alberello pugliese che fa parte di una piccola comunità vitata in agro di Guagnano, nella provincia di Lecce, a due passi dalla Cantina Cantele con cui ho il piacere di collaborare da quando sono stato posto a dimora nel lontano 1979.

Sono la voce di un gruppo di viti, rappresentato non solo da noi anziani alberelli ma anche dai più giovani impianti allevati a spalliera, e racconterò nel corso delle prossime settimane tutto ciò che succede in vigna. Un racconto che parte da questo momento, dalla fase del pianto e che continuerà sino alla fase fenologica del riposo invernale. Nasce così il diario di un ceppo di vite, una raccolta di riflessioni tecniche e non, di un ceppo di vite salentino”.

 

*(1) Il pianto è il primo segnale visibile della riattivazione del metabolismo da parte della pianta e coincide con l’inizio della fase di accrescimento vegetativo. In questo momento, grazie al progressivo innalzamento della temperatura del terreno, la pianta comincia a reidratare i propri tessuti attraverso l’assorbimento di acqua da parte delle radici e dalla successiva traslocazione della stessa verso la parte epigea (aerea). Questo movimento di risalita è reso possibile dalla pressione idrostatica che si viene a creare all’interno dei vasi conduttori, sostenuta dalla differenza di potenziale osmotico che si registra all’interno dei tessuti a seguito dell’idrolisi dell’amido accumulato dalle radici prima del riposo invernale.

A cura di Cataldo Ferrari

Questo Blog nasce per celebrare i miei primi 20 anni di attività in campo vitivinicolo, ma anche e soprattutto per scrivere e tracciarne i prossimi, che vorrei continuare a trascorre nei vigneti come consulente, ma anche e soprattutto come osservatore, appagando così il mio interesse per la vite da vino.

precedentesuccessivo