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I giorni della vendemmia

10.09.2019
“Ae ‘rriata l’ura ca tocca cu me li ‘lleanu de susu!! …. M’ aggiu propriu stancatu!!”(1)

Sono più di sei mesi che io mi prendo cura di loro, che tutti si prendono cura di loro. Di chi? Delle “rappe”! (2)

In questi giorni le visite al nostro vigneto si sono intensificate. Ogni giorno Cataldo, Carmine e Gianni vengono qui per eseguire i loro rilievi, ma anche per fare una semplice passeggiata. Si comincia ad ipotizzare il giorno per la vendemmia delle mie uve. Parlottano, sembra che abbiano deciso: ”si vendemmia il 19”.
Riflettono, valutano qualche altro aspetto, consultano le previsioni metereologiche, si sentono con gli altri viticoltori. Si vendemmia il 21….chiamano i trasportatori….forse è meglio il 22.…prende piede l’ipotesi iniziale di raccogliere il 19, ma aspettando qualche giorno la maturazione fenolica potrebbe migliorare.
Un giovane ceppo di vite, ascoltando tutti i discorsi, ride e si burla di loro, chiedendosi: “cosa cambia tra il 21 ed il 22 settembre, tra le 05.00 o le 09.00 del mattino??? Si deve raccogliere dell’uva e portarla in cantina. Cosa rende cosi difficile prendere una decisione ???”

I giovani ceppi fisicamente crescono a vista d’occhio ma “ignorano” quanto ancora hanno da imparare. Arriverà il momento in cui anche loro, ascoltando anno dopo anno i discorsi in vigna e apprendendo il significato di termini come “peculiarità e potenzialità aromatica”, “grado alcolico”, “acidità titolabile”, “pH”, “potenziale polifenolico”, “antociani”, “tannini”, “acido malico e tartarico”, “sanità delle uve” e tanti altri ancora, si renderanno conto che la vendemmia per la nostra cantina è qualcosa di delicato, di molto delicato. Cerco di spiegargli che la vendemmia è come una sorta di magia, che deve essere realizzata ogni anno, e ogni anno con mille e tante difficoltà. Si tratta di individuare quell’attimo, o quasi, in cui tutto si allinea e si ha la possibilità di raccogliere il vino che si ha in “mente”.

Gli spiego ancora che è necessario individuare questo momento magico per ogni singolo vigneto e a volte anche per parte di esso. Incastrare e combinare le vendemmie di più vigneti che presentano uve dalle caratteristiche simili. Coordinare le squadre di raccolta (fatte di uomini e donne, ognuno con le proprie esigenze), concordare trasportatori, organizzare la cantina per ricevere l’uva e lavorarla. Tutto questo senza considerare altre variabili, come quelle metereologiche (pioggia, caldo, umidità mattutina, nebbie) e quelle di cantina (durata fermentazioni, svinature, capienze, etc). Tanti, tantissimi fattori che se non considerati, possono influire negativamente sul risultato atteso.

Il giovane ceppo non ride più e sembra aver compreso perché sia tanto complicato prendere una decisione, quanto dovrà lavorare duro per entrare a far parte della nostra “scuderia”. Dovrà dimostrate di essere in grado di produrre e maturare buoni grappoli, uniformi tra loro per caratteristiche chimiche ed aromatiche. Si accorgerà quanto sia difficile, ogni anno, raggiungere questo obiettivo e quante energie dovrà investire. Talmente tante che, subito dopo la vendemmia, le foglie cadranno e giungerà, finalmente, il meritato “riposo vegetativo”.

20/09/2019
Oggi hanno raccolto le mie uve.
Ho impiegato 6 mesi, 2 settimane, 6 giorni , 4 ore e 13 minuti. Questo è esattamente il tempo che è trascorso dal momento in cui mi sono svegliato ed ho pianto, e l’attimo in cui l’ultimo mio grappolo è stato raccolto.

(1) traduzione dal dialetto: “è arrivata l’ora che devono levarmi i grappoli da sopra….mi sono proprio stancato”
(2) termine dialettale che significa “Grappoli d’uva”

Questo Blog nasce per celebrare i miei primi 20 anni di attività in campo vitivinicolo, ma anche e soprattutto per scrivere e tracciarne i prossimi, che vorrei continuare a trascorre nei vigneti come consulente, ma anche e soprattutto come osservatore, appagando così il mio interesse per la vite da vino.

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