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IN BREVE

Nel corso della stagione viticola 2020 sono stati approfonditi alcuni aspetti tecnici relativi all’utilizzo delle polveri di roccia in viticoltura. Più in particolare sono state effettuate delle prove ponendo a confronto cinque diverse tipologie presenti in commercio e valutato anche l’effetto di una diversa dose di utilizzo. I trattamenti sono stati effettuati a partire dal 23/07/2020 quando, come da previsioni dei giorni precedenti, le temperature medie giornaliere si sono attestate al di sopra dei 25 °C e le massime oltre i 30 °C. Nel corso del periodo delle prove non è mai piovuto e le temperature massime sono state mediamente intorno ai 35°C, con solo quattro giorni con temperature al di sopra di questo valore. Le condizioni climatiche non sono state estreme e quindi, nonostante i grappoli risultassero esposi a seguito della defogliatura, non è stato possibile valutare le potenzialità di protezione di questi prodotti rispetto alle scottature e danni da alte temperature. Tuttavia, importati indicazioni sono arrivate circa alcune caratteristiche tecniche dei prodotti (miscibilità, potere imbiancante, uniformità e durata), nonché su alcuni parametri di vigoria delle piante trattate rispetto al testimone non trattato.

Sono ormai diversi anni che, per ottimizzare le strategie di protezione delle piante dalle malattie e rendetele ambientalmente ed economicamente sostenibili, ci avvalliamo del supporto di sistemi matematici/informatici (DSS decision support system).
Sono sistemi complessi in grado di elaborare una grande quantità di dati e restituire all’utente alcune indicazioni sul rischio epidemiologico delle principali avversità, peronospora e oidio in particolare.

Si parte dai dati climatici, dalla caratteristiche tecniche del vigneto, del terreno e si correla tutto alla bio-etologia del patogeno, cercando di simulare l’evoluzione del ciclo infettivo.

10.09.2019
“Ae ‘rriata l’ura ca tocca cu me li ‘lleanu de susu!! …. M’ aggiu propriu stancatu!!”(1)

Sono più di sei mesi che io mi prendo cura di loro, che tutti si prendono cura di loro. Di chi? Delle “rappe”! (2)

In questi giorni le visite al nostro vigneto si sono intensificate. Ogni giorno Cataldo, Carmine e Gianni vengono qui per eseguire i loro rilievi, ma anche per fare una semplice passeggiata. Si comincia ad ipotizzare il giorno per la vendemmia delle mie uve. Parlottano, sembra che abbiano deciso: ”si vendemmia il 19”.
Riflettono, valutano qualche altro aspetto, consultano le previsioni metereologiche, si sentono con gli altri viticoltori. Si vendemmia il 21….chiamano i trasportatori….forse è meglio il 22.…prende piede l’ipotesi iniziale di raccogliere il 19, ma aspettando qualche giorno la maturazione fenolica potrebbe migliorare.
Un giovane ceppo di vite, ascoltando tutti i discorsi, ride e si burla di loro, chiedendosi: “cosa cambia tra il 21 ed il 22 settembre, tra le 05.00 o le 09.00 del mattino??? Si deve raccogliere dell’uva e portarla in cantina. Cosa rende cosi difficile prendere una decisione ???”

02.08.2019
Gli acini “invaiati” sono diventati tanti, la maturazione procede senza alcun problema. Detto così sembrerebbe un processo molto semplice, in realtà la maturazione è un susseguirsi di eventi che interessano il grappolo ed in particolare l’acino, la sua buccia, la sua polpa, i suoi vinaccioli. La maturazione è senza dubbio la fase fenologica più lunga. Per noi, ceppi di Negroamaro, dura circa 45/50 giorni, a volte anche di più. Subito dopo l’invaiatura, ricomincio a dedicarmi alla crescita dell’acino. Pensate che da questo momento e sino alla vendemmia, riuscirò a farlo raddoppiare in peso ed in volume. Contestualmente alla crescita fisica mi preoccupo anche della sua evoluzione “interiore” così da avviare tutte quelle trasformazioni che interesseranno il colore, la consistenza e la composizione *(1). È uno sforzo enorme riuscire a farli diventare tutti simili, uno per uno, “sintesi espressiva” del vino che andranno a formare, “espressione di un intera stagione”.
Intanto tra un’ondata di caldo afoso e l’altra, stasera mi godo una bellissima luna piena.

03.06.2019
Ho sentito dire che nel Salento la fioritura può ritenersi conclusa. Qui in vigna gli animi sono distesi e siamo tutti abbastanza tranquilli. Al momento la nostra attenzione è focalizzata sulla crescita dell’acino che in questa fase si sviluppa velocemente, passando dalle dimensioni di un grano di pepe*(1) a quelle di un pisello. Poi gli acini cominciano a toccarsi l’uno con l’altro ed il grappolo ad appesantirsi. Stiamo quindi viaggiando verso la fase fenologica definita come Chiusura Grappolo*(1).
La pota verde nel nostro vigneto è terminata. Ho sentito dire che tra qualche giorno torneranno le fimmene*(2) per eseguire la sfemminellatura*(3) e la sfogliatura*(3), ma non prima che Sergio abbia eseguito la cimatura*(3).